Suicidio assistito, Fondazione File: “Troppa disinformazione sul fine vita”

Suicidio assistito, Fondazione File: “Troppa disinformazione sul fine vita”

Secondo la presidente Sanminiatelli Branca: “E’ importante rendere i cittadini più consapevoli delle cure palliativ

Firenze, 10 dicembre 2021 – “Questo nuovo disegno di legge sul suicidio assistito fa riflettere sui valori esistenziali basilari degli esseri umani ai quali, in casi estremi, viene fornita un’opzione in più da poter esercitare in caso di malattia inguaribile. Ma fa riflettere anche sulla molta disinformazione che esiste attorno al tema del fine vita. Credo che un passo necessario dovrebbe essere rendere i cittadini maggiormente consapevoli dell’esistenza delle cure palliative e dei benefici che possono apportare alle persone che soffrono di una o più patologie in fase avanzata o terminale. Perché si può sempre curare anche quando non si può guarire”. Lo ha detto la presidente di FILE Fondazione Italiana di Leniterapia, Livia Sanminiatelli Branca

“Le cure palliative ancora oggi – ha poi aggiunto – sono spesso confuse con l’inutilità, anche a causa della parola “palliativo”. Ma queste cure possono fare tanto in termini di qualità della vita residua del malato, possono essere di supporto nel controllo dei sintomi, ad esempio, di patologie croniche dolorose. Possono essere di aiuto nella gestione degli aspetti psicologici ed esistenziali.

Le cure palliative permettono di attivare un’assistenza che stia realmente vicino al malato e ai suoi familiari, confortando, lenendo il dolore, offrendo quel supporto psicologico e relazionale così necessario per aiutare a confrontarsi con la fase finale della propria vita. Si possono, così, non solo alleviare solitudine e paure, ma anche evitare tentazioni verso la richiesta di suicidio assistito o di eutanasia”.