Sequestro maneggio Canicattì, IHP: “Fatti gravissimi. Dov’è la Asl?”

Sequestro maneggio Canicattì, IHP: “Fatti gravissimi. Dov’è la Asl?”

Il presidente Sonny Richichi: “Il nostro plauso alle forze dell’ordine. Insufficiente la riforma dell’anagrafe recentemente varata dal ministero della Salute”

Firenze, 8 febbraio 2022 – “Rivolgiamo un plauso ai Carabinieri di Canicattì, del Nas di Palermo e del centro anticrimine di Agrigento che hanno sequestrato un centro ippico a Canicattì. Allo stesso tempo ci chiediamo dove sia la Asl: quelli emersi sono fatti gravissimi”. 

Così Sonny Richichi, presidente di IHP (Italian Horse Protection), la principale associazione italiana di tutela dei cavalli, commenta l’operazione che ha portato a scoprire la presenza di sei equidi privi di microchip, di cavalli dalla provenienza “dubbia” e a denunciare la titolare perché praticava abusivamente la professione di medico veterinario, somministrando agli animali farmaci acquistati senza prescrizione

“Sono fatti molto gravi che verosimilmente si perpetuano da anni, gravi anche perché accaduti in un  maneggio piuttosto noto a livello locale e, a quanto sembra, affiliato ad un’associazione nazionale di promozione della cultura e dello sport – prosegue Richichi -. Molto spesso la nostra associazione si trova a documentare situazioni di irregolarità evidente che sarebbe facilissimo individuare da parte di chi è deputato al controllo e che invece vengono alla luce solo quando intervengono le forze dell’ordine. Per questo motivo riteniamo che sia del tutto insufficiente la riforma dell’anagrafe equina fatta nello scorso settembre dal ministero della Salute: è insufficiente perché spesso l’attuazione della norma sul territorio è demandata ad organi che non fanno il loro dovere. Ancora una volta ci chiediamo: dov’è la Asl?”.