Sangue, le donne di Avis: “C’è un problema di parità anche nelle donazioni”

Sangue, le donne di Avis: “C’è un problema di parità anche nelle donazioni”

Gianuario (esecutivo nazionale): “Donare al femminile è diverso, supportare il percorso. Più attenzione anche verso la medicina di genere”. Silvestre (Consigliera Avis Toscana): “Calo delle donatrici dopo i 25 anni, intervenire sulle cause”

Firenze, 20 marzo 2026. “C’è un problema di parità anche nelle donazioni del sangue. Donare al femminile non è come farlo al maschile: è necessario facilitare e supportare le donne”.

A dirlo è Maria Gianuario, componente dell’esecutivo nazionale dell’associazione, ricordando inoltre come molto si possa fare, ancora, in tema di medicina di genere. Temi affrontati da Avis Toscana a Pisa, nel corso dell’ultimo Forum Donne, giunto alla sua ventesima edizione. Oggi, a 80 anni da un momento storico come la conquista del voto, l’Associazione si è messa in ascolto di quattro protagoniste impegnate ogni giorno ad abbattere le barriere che ancora limitano la partecipazione femminile.

“Dalle intenzioni alle azioni: facilitiamo la donazione al femminile”

Maria Gianuario, componente dell’esecutivo di Avis Nazionale con delega alle politiche di genere, sottolinea il cambio di passo dell’associazione. “La rappresentanza femminile è ricchissima nel volontariato, ma i vertici restano spesso a prevalenza maschile. Avis sta invertendo la rotta: grazie alla visione del presidente Oscar Bianchi, oggi l’organo esecutivo conta quattro donne su cinque ed è stata istituita una delega ad hoc sulla parità di genere. È un cambio di paradigma che trasforma le intenzioni in azioni concrete. I dati mostrano che dopo i 25 anni il contributo femminile cala. Dobbiamo modificare il modello organizzativo: servono spazi per i figli durante la donazione, orari flessibili e un’attenzione specifica alla medicina di genere. Penso a un’educazione nutrizionale mirata per sopperire alle carenze fisiologiche femminili. Non solo: possiamo migliorare anche sulla comunicazione, ancora troppo declinata al maschile. Ottant’anni dopo il voto, la questione resta culturale: dobbiamo ascoltare i giovani a partire dalle scuole e dare loro voce, o si allontaneranno”.

La crescita della leadership: l’esempio toscano

Marta Silvestre, consigliera di AvisToscana, delegata a parità e inclusione, segretaria dell’Avis di Malmantile, evidenzia un trend positivo. “Ho iniziato la mia storia con Avis come donatrice, poi nel corso del tempo ho visto crescere la rappresentanza delle donne coinvolte in ruoli esecutivi nelle singole sezioni. Negli ultimi 20 anni – continua Silvestre – il numero delle presidenti femminili è triplicato, ci sono molte più donne nei ruoli di responsabilità e guida. Oggi nella fascia 18/25 le donatrici sono le più coinvolte, poi le perdiamo per strada: il nostro compito è capire cosa le allontana. Spesso si distaccano perché il primo impiego lavorativo le porta fuori regione, poi perché ancora molto lavoro legato alla cura familiare grava su di loro. Possiamo e dobbiamo aiutarle”.

I giovani di Avis Toscana: tra entusiasmo e burocrazia

Uno dei volti più freschi alla guida associativa è quello di Miranda Vityk, 31 anni, tra le più giovani presidenti d’Italia (dal 2024 alla guida dell’Avis di Scansano). “Oggi la maggiore difficoltà che incontriamo è quella dettata dalla burocrazia, che a volte rischia di essere una vera odissea. Tra le maggiori soddisfazioni, invece, c’è il risvolto positivo che vediamo sul territorio – spiega Vityk – e il fatto che i giovani volontari coinvolgono altri coetanei. Rispetto al contributo delle donne devo dire che in Avis c’è da sempre spazio per tutti, non mi sento di fare una distinzione tra i sessi. Il livello di inclusione è totale e donare il sangue è una cosa universale”.