Salute, in Toscana il 69% degli psicologi privati hanno registrato un aumento delle richieste di sostegno psicologico

Salute, in Toscana il 69% degli psicologi privati hanno registrato un aumento delle richieste di sostegno psicologico

I dati emersi oggi a Firenze durante il convegno organizzato dall’Ordine degli psicologi della Toscana con il presidente del Consiglio nazionale David Lazzari 

Firenze, 11 marzo 2022 – Da marzo 2020 in Toscana le richieste di sostegno psicologico e psicoterapia sono aumentate e a dirlo è il 69% degli psicologi privati: ansia, depressione, fobie sociali e scolari, disturbi del comportamento alimentare i disagi per i quali i toscani chiedono aiuto ad uno psicologo. E’ quanto emerge da un’indagine effettuata dall’Ordine degli Psicologi della Toscana tra i propri iscritti, i cui primi risultati sono stati presentati oggi al convegno “L’impatto della Psiche sulla Salute: dati scientifici ed economici”  organizzato a Firenze dall’Ordine toscano e presentato da David Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi.

La pandemia ha messo a dura prova la salute psicologica della popolazione e col passare del tempo le conseguenze non fanno che emergere con maggior insistenza. Il Covid ha amplificato quelle condizioni di disagio pregresse e il prolungato stress ne ha causate di nuove.

I dati confermano che il 69% degli psicologi toscani dall’inizio della pandemia a oggi hanno registrato un aumento di richieste di prestazione psicologica e i dati aumenterebbero ancora di più se una quota di coloro che hanno cercato aiuto avesse potuto economicamente accedere alla consulenza psicologica. Oltre la metà dei pazienti presenta una sintomatologia ansiosa (il 56%), il 17% soffre di depressione, il 14% di problemi relazionali, il 4,7% di fobie sociali o scolari, il 3% di disturbi alimentari, l’1,27% di autolesionismo, l’1,1% di disturbi ossessivo compulsivi, lo 0,82% di disturbi post traumatici da stress, lo 0,73% di dipendenze patologiche, lo 0,73% di perdita del senso della realtà e psicosi.

A livello mondiale, secondo i dati illustrati da Lazzari, depressione, ansia e distress sono sintomi elevati soprattutto tra chi è in quarantena e nei pazienti Covid (l’ansia raggiunge quasi il 60% tra chi è in quarantena). Il disagio è maggiore tra i giovani e il personale sanitario: tra gli under 18 quasi il 50% soffre di disturbi post traumatici, il 45% di disturbi del sonno, il 28% di depressione, il 27% di ansia, tra i sanitari il 48% soffre di disturbi post traumatici da stress, il 40% di ansia, il 38% di depressione, il 37% di distress.

“La pandemia ha avuto conseguenze non solo sulla salute del corpo ma anche su quella della psiche. Il recente conflitto in Ucraina, poi, contribuisce ad acuire ancora di più il disagio in chi era già stato provato dall’emergenza sanitaria. La paura per il futuro continua – afferma la presidente dell’Ordine degli Psicologi della Toscana Maria Antonietta Gulino -. Questi studi dimostrano come sia sempre più necessario investire nella salute psicologica, sia del singolo che della società, agevolando e incentivando l’intervento dello psicologo, una figura in grado di determinare il benessere e al tempo stesso intercettare le problematiche di individui, famiglie e comunità, prima che si trasformino in disturbi più gravi col rischio cronicità.  Il bonus psicologo, che sosteniamo, e il progetto dello psicologo di base, che promuoviamo, vanno in questa direzione”.

“I dati che abbiamo presentato – dice David Lazzari, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi – sono relativi non solo all’incidenza dei disturbi psicologici ma anche a quanto questo malessere incide sull’economia. Sono dati particolarmente importanti perché dimostrano quanti guadagni, in termini costi-benefici, produce l’affrontare questi problemi con interventi psicologici”.