Massa Carrara, Venturi: Pnrr occasione irripetibile per superare le difficoltà croniche della nostra provincia

Massa Carrara, Venturi: Pnrr occasione irripetibile per superare le difficoltà croniche della nostra provincia

Il presidente della delegazione di Confindustria: c’è ripresa, ma serve intervenire su bonifiche e piano del porto

Massa Carrara, 25 novembre 2021 – “Nel corso del 2021 abbiamo superato la fase più acuta della crisi pandemica; tuttavia, non siamo fuori da una condizione di rischio e vulnerabilità”. A dirlo è Matteo Venturi, presidente Delegazione Massa Carrara di Confindustria Livorno Massa Carrara che aggiunge: “E’ indispensabile costruire le condizioni per un lavoro di squadra tra istituzioni e parti sociali, ma le criticità non si attenuano con la costruzione di continui tavoli di consultazione denominati “tavoli per lo sviluppo”, bensì tracciando una gerarchia di priorità con tempi certi di attuazione, altrimenti il quadro generale resterà desolatamente immutato, come accade da anni. Occasioni irripetibili per il Paese e la nostra provincia sono date dagli investimenti pubblici attivabili tramite il Pnrr e i conseguenti investimenti privati”.

Continua Venturi: “Questi investimenti dovranno servire per superare le nostre storiche arretratezze infrastrutturali, per aumentare l’attrattività del territorio, renderlo più competitivo, migliorare l’efficienza del settore pubblico – spiega Venturi – Quindi serve liberare le nostre comunità dalle le zavorre ultradecennali che penalizzano la possibilità di sviluppo e l’adeguata messa a valore di asset che pure sono presenti nel territorio di Massa Carrara. Mi riferisco essenzialmente al tema della bonifica delle aree sin/sir nel perimetro della zona industriale apuana e all’iter di approvazione del nuovo strumento di pianificazione del porto di Marina di Carrara in luogo dell’ultimo piano regolatore portuale che ha compiuto proprio quest’anno 40 anni”.

Ecco per punti l’analisi di Confindustria.

Le bonifiche
Nella nostra provincia sono trascorsi 22 anni dall’istituzione del sito di interesse nazionale di Massa Carrara: malgrado la stipula di 4 accordi di programma (2007, 2011, 2016, 2018) tra Ministero transizione ecologica (ex ambiente), Regione ed enti locali permangono sostanzialmente inalterate le limitazioni agli insediamenti e agli investimenti. L’ultimo accordo di programma prevede lo stanziamento di 22,5 milioni di euro ex Cipe per la bonifica delle acque di falda, ma non abbiamo ad oggi una progettazione esecutiva di Sogesid, malgrado le ripetute e decise sollecitazioni che abbiamo manifestato pubblicamente e rappresentato presso tutti i livelli istituzionali. La sottosegretaria al Ministero della transizione ecologica ci ha dato notizia che Sogesid ha finalmente presentato un progetto definitivo, il che purtroppo non vuol dire definitivo. E’ emblematica la situazione dell’area ex Enichem – Rumianca: il sito più nevralgico della zona industriale apuana, per le dimensioni (17 ettari) e per la sua immediata vicinanza all’infrastruttura portuale. L’area è inutilizzabile dal 1984! L’intervento di bonifica è iniziato nel 2003 ed è oggi in capo ad eni rewind, ex syndial. Tempi previsti indefiniti: anche in questo caso si naviga a vista.

Il Porto
Dal piano regolatore del 1981 (40 anni fa!), il porto di Marina di Carrara ha cambiato “pelle” in forza dei mutamenti intervenuti nella struttura economica e produttiva del territorio; la movimentazione dei prodotti lapidei è passata da punte anche dell’80% sull’intero volume dei traffici, di circa 40 anni fa, all’attuale 30%. Oggi è evidente che il “project cargo” legato alla movimentazione dei pezzi speciali della baker hughes, il traffico ro-ro con la Sardegna con unità di carico innovative, un nuovo terminalista specializzato in traffico “inframediterraneo”, e parallelamente, il grande sviluppo del cantiere Italian Sea Group impongono in misura ancora maggiore del passato la necessità di un nuovo layout del porto, funzionale ad un progetto condiviso di nuovo sviluppo industriale, compreso un nuovo impulso alle iniziative di carattere internazionale e a sostegno del marketing territoriale.
Tuttavia la nuova pianificazione del porto è rimasta incagliata nelle secche della procedura prevista dalla normativa regionale che risulta ancora più lunga di quella prevista dalla legge 84.

Il Marmo
Negli ultimi 5 anni abbiamo avuto una produzione legislativa mai vista nei precedenti 50 anni (dal pit-piano paesaggistico al piano regionale cave, ai piani attuativi dei bacini estrattivi, ai regolamenti comunali degli agri marmiferi pubblici, ai sub-regolamenti applicativi, ai progetti speciali sulle attività estrattive di regione, Arpat e Asl).

L’impatto di un così imponente corpus normativo, in molti casi caratterizzato da disposizioni affastellate e non sistematicamente organiche tra loro, ha inevitabilmente prodotto situazioni di criticità nella sua messa a regime, questo ha provocato sfilacciature e incomprensioni tra mondo produttivo ed attori sociali ed istituzionali ulteriormente l’identità distintiva del territorio che si fonda sul marmo. Confindustria ha svolto e continuerà puntualmente a svolgere le azioni di tutela e difesa delle aziende presso gli organi della giustizia amministrativa quando si ravvisi la lesione di posizioni giuridicamente protette.

I dati: l’occupazione e l’export
Gli avviamenti al lavoro nel secondo trimestre dell’anno per quanto relativo alle attività manifatturiere, costruzioni, servizi alle imprese e logistica, segnalano incrementi significativi rispetto al 2020 e, nel caso della manifattura e delle costruzioni, performanti anche nei confronti dello stesso periodo 2019.
Nel primo semestre 2021 l’export apuano ha registrato l’eccezionale performance di un + 108% rispetto ai primi sei mesi 2020 (in valore assoluto più di un miliardo e duecento milioni di euro rispetto ai 580 milioni del 2020). L’aumento percentuale risulta ben maggiore di quello complessivo regionale (+ 32,5%), il migliore tra le province toscane (e con orgoglio, segnalo al secondo posto la provincia di Livorno con + 62%). L’aggregato del settore macchine conferma ancora una volta il suo ruolo leader nelle esportazioni, rappresentando con più di 729 milioni di euro il 60,5% dell’intero export di Massa Carrara. All’interno del settore, le due voci “macchine di impiego generale” e “altre macchine di impiego generale”, ascrivibili pressoché totalmente alla produzione Baker hughes Nuovo Pignone, sommano un valore export di 711 milioni di euro.
L’altro settore sul quale si polarizza storicamente l’export provinciale, il lapideo, nel secondo trimestre di quest’anno ha innescato una decisa accelerazione, ribaltando i dati che nel primo trimestre risultavano ancora in flessione rispetto al 2020. Il valore complessivo (materiali grezzi e lavorati) delle esportazioni lapidee nel primo semestre raggiunge circa 260 milioni di euro, pari a + 43% nei confronti del periodo omologo dello scorso anno. Particolarmente incoraggiante la performance ottenuta dai materiali lavorati sul mercato statunitense, storicamente il maggior mercato di riferimento per l’export apuano, che con 72 milioni di euro marca un aumento sia rispetto al 2020 (53 milioni), sia nei confronti del 2019 (68 milioni). Il porto di Marina di Carrara, dopo la flessione di 12 punti percentuali registrata lo scorso anno, nei primi nove mesi del 2021 evidenzia un aumento in volume delle merci movimentate del 26,5%.