Investimenti e verde pubblico per rilanciare il florovivaismo in Toscana

Investimenti e verde pubblico per rilanciare il florovivaismo in Toscana

L’assessore regionale all’Agricoltura, Stefania Saccardi, incontra le aziende  del settore di Fedagripesca-Confcooperative Toscana

Firenze, 20 febbraio 2021 – Investimenti per rilanciare il settore e riscattarlo dalla crisi, ma non solo:  anche la forestazione urbana e la riqualificazione del verde pubblico per abbattere gli inquinanti sono chiavi per uno sviluppo strategico e lungimirante. Sono alcuni aspetti al centro dell’incontro tra le cooperative toscane florovivaistiche di Fedagripesca-Confcooperative Toscana e l’assessore all’Agricoltura della Regione, Stefania Saccardi. Un confronto con le realtà attive nel settore nel distretto interprovinciale di Lucca e Pistoia per parlare con gli operatori e approfondire le soluzioni e le opportunità che i finanziamenti europei portano con sé. L’assessore ha incontrato ieri Flora Toscana di Pescia – realtà cooperativa che conta 250 soci e 150 collaboratori, con un fatturato da 50milioni l’anno – e Mati Vivai, azienda pistoiese che ha al suo interno la cooperativa Giardiniera Italiana.

 

“Continua il percorso di confronto aperto con la Regione Toscana – ha detto la presidente di Confcooperative Toscana, Claudia Fiaschi  – L’incontro nei territori con le esperienze dei soci cooperatori è il miglior metodo per costruire analisi e proposte a sostegno dell’economia verde nelle nostre comunità e nella nostra regione”. “E’ stato un confronto utile, che ha coinvolto tutto il mondo del florovivaismo – ha detto Fabrizio Tistarelli, presidente di Fedagripesca –  E’ emerso soprattutto lo spirito di aggregazione dell’impianto cooperativo che ha dato la forza a tante piccole realtà di sopravvivere alla crisi innescata dalla pandemia. Siamo soddisfatti soprattutto per le rassicurazione date dalla Regione sulla copertura finanziaria dei progetti di filiera e di distretto fondamentali per lo sviluppo del settore”

 

Il florovivaismo toscana, come gli altri settori, ha risentito della crisi a causa  del blocco della attività sociali  e del drastico crollo degli eventi. “Soprattutto il comparto del fiore reciso, che ha perso il 20% nel 2020 solo nel periodo del primo lockdown tra marzo e aprile”, spiega Simone Bartoli di Flora Toscana. Da qui la necessità di strategie a lungo termine. “Il settore fa più fatica di altri a intercettare fondi ed è quindi necessario una maggiore attenzione nella programmazione regionale, attraverso un sostegno agli investimenti e soprattutto al necessario ricambio generazionale”.

 

Innovazione e ricerca sono altri asset strategici su cui puntare, secondo Francesco Mati. “L’Europa ci chiede di garantire una riqualificazione e un incremento del verde nelle aree urbane e anche extraurbane ed è necessario rafforzare il dialogo con le istituzioni, in particolare la Regione, per cogliere questa opportunità di sviluppo attraverso un percorso trasversale e coordinato tra tutti i soggetti”