Firenze, gli imprenditori immobiliari: “Patrimonio pubblico in vendita, ma si bacchettano i privati”

Firenze, gli imprenditori immobiliari: “Patrimonio pubblico in vendita, ma si bacchettano i privati”

Il presidente di Property Managers Italia Fagnoni: “Gli ultimi dati diffusi da Fiaip parlano chiaro: ipocrita demonizzarci mentre Stato, Regione e Comune si piegano al migliore offerente”

Firenze, 1 marzo 2024. “A Firenze il patrimonio pubblico viene venduto al migliore offerente, ma al patibolo vengono mandati soltanto i privati che fanno locazioni turistiche: è ingiusto e ipocrita”.

A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia, commentando gli ultimi dati diffusi da Fiaip, la federazione degli agenti immobiliari professionali, che fotografano una situazione di calo generalizzato delle compravendite residenziali, accompagnate però da una sostanziosa crescita degli investimenti. Quelli di facoltosi fondi internazionali che conquistano pezzi pubblici di città per progettare rendite a peso d’oro.

“Stato, Regione Toscana e Comune di Firenze – prosegue Fagnoni – si piegano alle leggi del mercato, salvo poi lanciare i loro strali. Oggi questo è davvero l’unico segmento di mercato verso il quale gli investitori pubblici e privati possono orientare le loro risorse. L’aumento del costo del mattone, spinto dalla crescita dell’inflazione e connesso con l’impennata dei costi di ristrutturazione, ha fatto materializzare questo scenario. È una dinamica che non consente al privato di sacrificare i propri guadagni per il Social Housing”.

Gli esempi recentemente documentati sulla stampa non mancano. “Quello di Villa Larderel, messa in vendita dallo Stato e destinata al mercato residenziale, direzionale, turistico ricettivo, produttivo e sportivo, è soltanto l’ennesimo esempio. Si tratta di capire, a questo punto, se l’amministrazione pubblica vuole affrontare concretamente il problema dell’emergenza abitativa. Temo che, come nel caso del palazzo Vivarelli Colonna, appartenente alla Regione e venduto ai privati per farci abitazioni di lusso, la direzione sia un’altra. Le situazioni di questo genere, a Firenze, si sprecano. Il tentativo in atto è quello di massimizzare i guadagni, colpevolizzando al contempo i privati che decidono di destinare i propri immobili come meglio desiderano. In tutto questo si genera un danno evidente per chi cerca abitazioni a buon mercato”.

Per Firenze, conclude Fagnoni, il trend non pare confortante: “Come succede in tutto il mondo, il prezzo sarà più basso dove la domanda è minore, e nelle città d’arte così come nelle località più ricercate dal mercato, prezzi ridotti saranno sempre più rari, spostando l’offerta verso le periferie e i paesi vicini ben collegati dal trasporto pubblico”.