Firenze, al presidente del Q1 Rufilli il premio Mercurio: “Basta chiamare eroe chi supera una malattia, si guarisce grazie a cure, medici, ricerca”
Il riconoscimento promosso dalla Fivag Felsa Cisl è stato consegnato sabato sera a Orto San Frediano
Firenze, 7 settembre 2026 – “Basta con questa retorica della ‘battaglia’ contro il tumore e degli ‘eroi’ che vincono. Chi guarisce non è un eroe, non è che ha combattuto meglio, perché chi muore non ha perso, non è stato meno forte, non ha fallito”.
Lo ha detto Mirco Rufilli, presidente del Quartiere 1 di Firenze, ricevendo sabato scorso all’Orto San Frediano il Premio Mercurio, promosso da Fivag Felsa Cisl Firenze/Prato per dare riconoscimento a persone che, attraverso il proprio impegno professionale, culturale, sportivo e civile, hanno contribuito alla vita della città lasciando un segno significativo.
Per superare una malattia “è la medicina che aiuta”, ha continuato Rufilli, che ha raccontato la sua esperienza personale nel libro “La tempesta imperfetta” (Mauro Pagliai editore). “Sono i medici che aiutano, gli ospedali (nel mio caso l’Aou di Careggi), la ricerca, le cure, le persone che ti stanno accanto. Anche l’umore può aiutare, certo, ma trasformare la malattia in una gara tra chi ‘vince’ e chi ‘perde’ è profondamente ingiusto”.
Rufilli ha invitato a soffermarsi anche sul periodo che segue la malattia.
“A volte psicologicamente il dopo è perfino più duro, perché durante la malattia hai la missione di salvarti, dopo ti senti spesso vuoto, spaesato, ferito. Per questo – ha detto il presidente del Q1 – dobbiamo stare accanto alle persone anche dopo. Nessuno deve dimostrare niente a nessuno per meritare rispetto, vicinanza e cura”.
Il premio è stato “un riconoscimento inaspettato, che mi ha emozionato”, ha commentato ancora Rufilli. “Tornare all’Orto San Frediano poi ha avuto un significato particolare perché proprio qui, pochi mesi fa, ho presentato il libro in cui ho provato a raccontare senza tanti filtri, e partendo dalla malattia, il rione dove sono nato, la mia infanzia, il mio passato, le mie paure e tutto quello che ti piove addosso durante cambiamenti forti della vita che a volte non decidi nemmeno di vivere”.