Farmaci prodotti in Islanda con la tortura di cavalle gravide

Farmaci prodotti in Islanda con la tortura di cavalle gravide

Ihp, il presidente Richichi: “E’ uno scempio. Dopo le proteste per i lager in Sud America le case farmaceutiche aggirano l’ostacolo. La Commissione Europea si svegli e dica basta”. 

L’inchiesta condotta da una rete globale di associazioni svela l’orrore nel cuore dell’Europa

Firenze, 22 novembre 2021 – Lager con cavalli torturati e mandati a morte nel cuore dell’Europa, nella civilissima Islanda, che si vende al mondo come culla del benessere e del rispetto per gli animali: la lunga e accurata inchiesta condotta dalla rete internazionale di associazioni animaliste della quale fa parte IHP (Italian Horse Protection), coordinata dalla italo-svizzera AWF-TSB (the Animal Welfare Foundation), mostra che in Islanda le condizioni di sofferenza e abuso delle giumente gravide dalle quali si estrae l’ormone PMSG – (Pregnant Mare Serum Gonadotropin, in Italia conosciuto come Gonadotropina serica equina) impiegato negli allevamenti intensivi di suini – sono le stesse dell’Argentina e dell’Uruguay. 

“Il PMSG è un ormone estratto dal sangue di cavalle gravide che viene usato per produrre farmaci impiegati negli allevamenti intensivi per la produzione di carni principalmente suine: serve per incrementare la fertilità delle scrofe e produrre un maggior numero di cuccioli destinati alla macellazione – spiega il presidente di IHP, Sonny Richichi -. Le investigazioni condotte negli anni scorsi dalle associazioni animaliste hanno mostrato le torture alle quali vengono sottoposte le cavalle nei principali hub mondiali di produzione del PMSG, l’Argentina e l’Uruguay. Lo sdegno globale e le forti proteste che si sono levate dopo la diffusione delle inchieste alle quali abbiamo attivamente partecipato hanno fatto sì che molte case farmaceutiche abbiano dichiarato di non avvalersi più di PMSG importato dal Sud America: hanno detto di averlo sostituito con ormoni prodotti in Europa, senza però fornire ulteriori dettagli. Ecco, i dettagli li mostra adesso questa investigazione di AWF: sono agghiaccianti perché in Islanda le condizioni delle cavalle sono le stesse dell’Argentina e dell’Uruguay. Ed è ancora più grave perché siamo in Europa, dove ci sono norme che vietano queste pratiche”. 

Le cavalle passano una vita intera fra gravidanze, aborti e torture. Vengono ripetutamente ingravidate, ma nella maggior parte dei casi abortiscono a causa delle condizioni fisiche estremamente debilitate. Quando riescono a portare a termine la gravidanza, i puledri maschi vengono mandati al macello, mentre le femmine seguono la sorte delle madri. Quando non rimangono più gravide, anche le cavalle vengono mandate al macello. Gli animali vengono abitualmente picchiati e vivono in lager privi di ogni riparo dalle intemperie. Accade che le cavalle collassino dopo l’estrazione del sangue. “Alle cavalle vengono prelevati anche 5 litri di sangue alla settimana per 6-8 settimane nel periodo compreso fra i 40 e 140 giorni di gestazione, mentre le linee guida internazionali dicono che il massimo sangue che si può estrarre a fini di sperimentazione è pari a circa 3 litri ogni 4 settimane”, spiega Richichi. 

In Islanda accade questo: animali semi-selvaggi vengono sottoposti a maltrattamenti, condotte violente ad opera di personale non adeguatamente formato e privo dei titoli professionali che sarebbero necessari per svolgere determinati ruoli. Le cavalle e i puledri vivono in uno stato di panico e terrore continuo, soffrono e poi finiscono macellati. Tutto questo accade Islanda, dove ci sono norme sul benessere animale palesemente violate. Accade in Europa, dove vige il principio per cui laddove ci sia la possibilità di usare strumenti o principi attivi alternativi a quelli animali si devono privilegiare: in Germania ci sono ben 36 farmaci brevettati con principi attivi analoghi al PMSG prodotti sinteticamente. Accade facendosi beffe del documento ‘Farm to Fork’ approvato nei giorni scorsi a larghissima maggioranza dal Parlamento europeo che contiene, tra l’altro, la richiesta di divieto di importazione e di produzione del PMSG in Europa”, aggiunge il presidente di Ihp. 

“L’Islanda ha costruito parte della propria immagine di Paese civile e avanzato anche grazie alla presenza sul suo territorio del cavallo islandese, razza millenaria e fra le più antiche al mondo, alla quale si vanta di offrire benessere e protezione: è lo stesso paese dove oltre 5mila cavalle vengono fatte soffrire fino alla morte in un industria che negli ultimi anni ha registrato numeri sempre crescenti, anche in ragione del fatto che dopo le proteste per le condizioni dei cavalli in Sud America molte case farmaceutiche hanno iniziato a richiedere una produzione europea di questo ormone”, prosegue Richichi. 

IHP che rappresenta l’Italia nella rete globale AWF, nello scorso mese di aprile aveva lanciato una petizione per chiedere al ministro della Salute Roberto Speranza di vietare in Italia la commercializzazione del Fixplan, un farmaco prodotto dall’azienda argentina Syntex con l’estrazione del PMSG dalle cavalle torturate: la petizione ha raccolto oltre 33mila firme.

L’associazione aveva ottenuto anche le interrogazioni bipartisan promosse tra gli altri dagli onorevoli Michela Vittoria Brambilla (Forza Italia), Patrizia Prestipino (Pd) e Manfredi Potenti (Lega Nord), e l’impegno degli europarlamentari Eleonora Evi, Rosa D’Amato, Piernicola Pedicini e Ignazio Corrao. 

Ci rivolgiamo ancora una volta ai cittadini per chiedere di alzare la voce contro questo scempio e ai nostri rappresentanti politici in Italia e in Europa perché si attivino rapidamente e con forza per chiedere l’immediata messa al bando sia dell’importazione da Paesi terzi che della produzione sul territorio comunitario del PMSG”, conclude il presidente di IHP. 

Islanda, le fattorie del sangue di cavalle gravide

Video: https://www.youtube.com/watch?v=d4PrymxaMXA