Elezioni, Aidda: “Le richieste delle imprese femminili alla politica”

Elezioni, Aidda: “Le richieste delle imprese femminili alla politica”

La presidente Antonella Giachetti: “Dal mercato del lavoro all’energia, queste le urgenze per contrastare la crisi”

Firenze, 20 settembre 2022 – A pochi giorni dalle prossime elezioni Aidda, l’Associazione Imprenditrici e Donne Dirigenti di Azienda, lancia le sue proposte alla politica. Richieste e suggerimenti per sostenere le aziende femminili in una fase di instabilità. 

Il nostro Paese, al pari dell’Europa, è posto davanti a grandi sfide: l’instabilità geopolitica, il rischio del cambiamento climatico, l’inflazione, la carenza di materie prime, il caro energia, lo spettro di una nuova crisi dopo quella indotta dalla pandemia, la guerra. Oggi più che mai riteniamo necessario costruire un nuovo modello di sviluppo sostenibile a livello economico, ambientale, sociale, in grado di coniugare il benessere economico con quello fisico e mentale delle persone e con il rispetto dell’ambiente. Per raggiungere questi obiettivi e strutturare un sistema organizzativo territoriale capace di ridurre le disuguaglianze, è strategico promuovere un reale sviluppo dell’imprenditorialità femminile e un maggiore ruolo delle donne nelle decisioni strategiche. Serve anche una nuova visione economica strategico-globale da parte del nostro Paese e dell’Europa che ripensi i passaggi negoziali sovranazionali, le strategie di approvvigionamento delle materie prime e le strategie di riallocazione di produzioni o di catene di produzione strategiche alle trasformazioni del sistema necessarie per rispondere alle sfide che abbiamo davanti”.

Lo afferma Antonella Giachetti, presidente di Aidda.

Queste gli interventi, più urgenti, richiesti da Aidda alla politica.

Presenza femminile nel mondo del lavoro:
– Potenziare le politiche per l’inserimento nel mondo del lavoro, anche nei ruoli apicali delle decisioni. Oggi metà delle donne non ha autonomia economica e la presenza delle donne in posizioni apicali e nei ruoli di potere rimane sotto la media europea. Oltre a garantire la permanenza di norme di salvaguardia, serve un investimento strutturale per realizzare un sistema nuovo, sostenibile e resiliente.
– Politiche che permettano alle donne di non dover scegliere fra lavoro e maternità, grazie anche allo sviluppo di infrastrutture sociali.
– Politiche di sviluppo della imprenditoria femminile e di promozione dell’avvio  di iniziative professionali al femminile. L’avvio di imprese anche piccole al femminile oltre a creare posti di lavoro, a rendere le donne autonome economicamente crea realtà normalmente sostenibili e crea prosperità nelle aree territoriali dove si insediano.
Mercato del lavoro:
– Intervenire sullo scostamento fra valore delle retribuzioni nette e costo del lavoro per le imprese. Il così detto “cuneo fiscale” rappresenta uno dei principali elementi di distorsione del mercato del lavoro soprattutto abbinato a politiche di sussidio che di fatto portano larghe fasce di persone ad accedere a sussidi e nel contempo a svolgere lavori sommersi fuori da ogni tipo di tassazione e contribuzione.
– Agevolare politiche del lavoro che abbassino i costi contributivi in alcuni settori ad alta stagionalità e ad intenso orario.
– Affrontare il problema del “mismatch occupazionale”, potenziando l’offerta formativa per adeguarla alle nuove richieste del mercato del lavoro.
Mercato finanziario per le imprese:
– Stabilite immediatamente dilazioni sensibili delle scadenze di rimborso dei cospicui finanziamenti concessi con facilitazioni da parte dello Stato alle imprese nel periodo emergenziale.
– Le imprese femminili, da sempre più in difficoltà nell’accesso al mercato finanziario nella tempesta inflattiva ed energetica vedono peggiorare significativamente le loro condizioni, devono essere sostenute con finanziamenti agevolati ed a fondo perduto. Il rischio di una sensibile riduzione di aziende femminili comporta un ulteriore peggioramento della presenza femminile nel lavoro e pregiudicherebbe ulteriormente l’autonomia di molte donne oltre alla perdita di ulteriori posti di lavoro.
– Attuare efficaci misure finanziarie premiali per aiutare le imprese nella transizione ecologica premiando imprese che si sono poste nella direzione di un’autentica sostenibilità a 360 gradi tenendo conto del rilievo dato nelle proprie strategie aziendali all’innovazione, alla ricerca, al gender balance, seguendo le indicazioni di Agenda 2030, Green Deal, FIT for 55, Nature Based Solutions, Repower Europe.
Contrasto al caro energia:
– Interventi immediati per evitare l’ecatombe di imprese: eliminazione di ogni imposta e accisa sul prezzo dell’energia, attingere ad extraprofitti da speculazione o da maggior deficit per ridurre il costo dell’energia. Estendere i crediti di imposta commisurati a determinati incrementi dei costi energetici a tutte le imprese e non alle sole energivore, già non bene definite.
– Definire un programma di emergenza energetica per l’inverno mirando ad avviare anche un cambio culturale e di stile di vita sul risparmio.
– Avviare a livello comunitario riforme del mercato energetico disaccoppiando il prezzo dell’energia elettrica derivante da fonti fossili dal prezzo dell’energia derivante da fonti rinnovabili. Incentivare le aziende medio/grandi ad acquistare energia direttamente dai produttori di energia da fonti rinnovabili, accorciando la filiera fra produttore e consumatore.
– Negoziare un tetto del gas a livello europeo rivedendo la modalità di determinazione del prezzo sul mercato di Amsterdam.
– Promuovere la realizzazione immediata da parte delle aziende di impianti propri di produzione di energie rinnovabili semplificando i processi autorizzativi dei nuovi impianti. Accelerare sulla realizzazione di Comunità energetiche.

Per il documento con le richieste clicca qui