Dl Ristori bis, Aidda Toscana: “Aiuti utili, ma servono politiche strutturali per sostenere il lavoro femminile”

Dl Ristori bis, Aidda Toscana: “Aiuti utili, ma servono politiche strutturali per sostenere il lavoro femminile”

 

La presidente Giachetti: “La chiusura delle scuole deve essere sempre l’ultima alternativa possibile”

Firenze, 11 novembre 2020“E’ utile ogni azione di aiuto come quelle previste dal Decreto Ristori bis, dal bonus baby sitter al congedo parentale straordinario, ma la effettiva salvaguardia del lavoro femminile e la effettiva crescita dell’uguaglianza di genere nel lavoro si giocano su altri piani”. E’ quanto sostiene Antonella Giachetti, presidente di Aidda Toscana, l’associazione delle imprenditrici e delle donne dirigenti d’azienda, secondo cui anche in questa fase di incremento dei contagi Covid “la chiusura delle scuole deve essere sempre l’ultima alternativa possibile e, in ogni caso, deve durare il meno possibile”.

Per tutelare il lavoro femminile, secondo Giachetti, “servono politiche non di sussidio, ma strutturali, che incidano sull’organizzazione del sistema economico stesso aumentando pesantemente e in maniera strutturale il welfare per nidi, servizi scolastici fuori delle ore curriculari, per servizi sempre più domiciliarizzati di cura alle persone. In assenza di tali politiche di redistribuzione dei carichi – sottolinea la presidente di Aidda Toscana – in una visione diversa dell’organizzazione del sistema, sono le donne che in situazioni come l’attuale sono maggiormente pregiudicate e, successivamente, la loro scarsa presenza nel mondo del lavoro non potrà che pregiudicare la qualità e allungare la velocità della ripresa del sistema”.

Una volta usciti dall’emergenza, osserva Giachetti, “si impone poi una riflessione su possibili modifiche delle politiche sanitarie, anche in condivisione con la comunità europea, indirizzate ad un avvicinamento della sanità ai pazienti nelle loro case, ad un efficace monitoraggio di situazioni pandemiche e in generale ad una migliore resilienza del sistema sanitario generale nella convinzione che, interventi di questo tipo, oltre che garantire la salute dei cittadini, possono garantire maggiormente la stabilità del sistema economico a vantaggio delle imprese e del lavoro delle persone e, in particolare, delle donne”.