Digitalizzazione, VoipVoice: “Italia ancora indietro, ma con prospettive di crescita”

Digitalizzazione, VoipVoice: “Italia ancora indietro, ma con prospettive di crescita”

Il primo provider VoIP del Paese con sede a Montelupo Fiorentino punta a coinvolgere il settore pubblico

Firenze, 15 settembre 2021 – L’Italia, rispetto alla media europea, utilizza le più moderne soluzioni VoIP – la tecnologia con cui la voce passa tramite il protocollo di Internet (Voice over Internet Protocol) – con una percentuale di utenti leggermente superiore rispetto agli altri Paesi. Tuttavia, come si legge nel rapporto Desi (Digital Economy Society Index), il Paese è al 25/o posto in Europa per livello di digitalizzazione a causa di vari fattori che includono sia la limitata diffusione di competenze digitali sia la bassa adozione di tecnologie avanzate. Analizzando le varie regioni quella con la prestazione migliore per connettività è la Lombardia, mentre esiste ancora un certo divario tra Nord e Sud con le criticità maggiori che si riscontrano in Calabria. 

Nonostante le difficoltà però tutta l’Italia è già cablata e pronta per il VoIP. È in quest’ottica che lavora VoipVoice, l’azienda di Montelupo Fiorentino (Firenze) offre un servizio basato sulla tecnologia VoIP (che permette di effettuare una conversazione telefonica utilizzando una qualsiasi connessione Internet) al mondo delle imprese. Con 14 mila clienti e oltre 500 rivenditori in tutta Italia è diventata leader nel settore a livello nazionale. L’azienda ha festeggiato lo scorso 4 settembre i suoi primi 15 anni con un evento a Palazzo Vecchio. Oggi conta 34 collaboratori, con un’età media molto bassa: 27 anni. Il 2020 è stato chiuso con un fatturato di 6 milioni e terminerà il 2021 in crescita, arrivando a 8,5 milioni.

“Il VoIP – sottolinea il Managing Director di VoipVoice Simone Terreni – ha lo scopo di accompagnare il Paese verso la Digital Trasformation: attraverso i nostri servizi, puntiamo proprio a questo. L’utilizzo del VoIP negli ultimi anni ha avuto una forte crescita, soprattutto nel mondo business, che è il nostro settore di riferimento. Questa spinta positiva all’utilizzo del sistema di Voice over IP è frutto sia dell’aumento dei costi del settore analogico sia della diffusione sempre più capillare della banda larga sul territorio. Ciò porterà sempre di più le aziende ad adottare sistemi tecnologici innovativi, che permetteranno di comunicare congiuntamente via voce, video e dati in modo sempre più complesso e sistemico, con un costo complessivo inferiore rispetto alla telefonia tradizionale”.

La pandemia ha accelerato questo processo dando, continua Terreni, “una spinta propulsiva verso l’utilizzo di soluzioni innovative nel campo delle nuove tecnologie e da questo cambiamento non si tornerà indietro”. Secondo Terreni “le chiamate tramite IP diventeranno la soluzione più utilizzata dalle aziende e dalle persone. Non solo per motivi economici ma per motivi sostanziali di organizzazione, struttura e produttività. Avere una linea voce VoIP, utilizzare delle connettività performanti, installare centralini IP in cloud, utilizzare softphone ip-based o cuffie, ci auspichiamo che possa presto essere il presente del lavoro. Non si può ancora dire quanto crescerà il servizio di telefonia VoIP, ma senz’altro le possibilità di crescita sono ancora tante”.

Il futuro dunque sarà sempre più VoIP: “In questo momento storico – spiega Terreni – ciascuno di noi dovrebbe esser consapevole dell’importanza della Digital Trasformation e di tutti i vantaggi che il digitale può portare in maniera diretta e indiretta al tessuto sociale e soprattutto economico dell’intero Paese. Negli ultimi tempi sono stati approvati diversi provvedimenti che vanno in questa direzione, prevedendo lo stanziamento di ingenti investimenti che avranno lo scopo di rafforzare il tasso di digitalizzazione del sistema produttivo e della pubblica amministrazione del nostro Paese. Per il futuro occorrerà maggiore banda, controlli sulla sicurezza dei dati e autostrade digitali che spingano verso l’innovazione”.

Il Digital Compass, recentemente approvato dall’Unione Europea, ha come data simbolo il 2030, anno in cui si ipotizza l’effettiva realizzazione della transizione digitale in tutti i paesi europei. Per quanto riguarda l’Italia il traguardo potrebbe arrivare anche prima grazie al Piano nazionale di ripresa e resilienza che prevede investimenti anche per le infrastrutture digitali sul territorio nazionale che avranno senza ombra di dubbio un impatto positivo anche per l’utilizzo del VoIP. “Una tra le sfide più importanti che il nostro settore dovrà fare nei prossimi anni – aggiunte il Managing Director – è di portare la tecnologia VoIP quindi non solo all’interno delle aziende ma anche all’interno del settore pubblico”.

VoIP significa, infine, anche tecnologia green: “Sì, perché – conclude Terreni – consente di lavorare da remoto, limitando l’utilizzo della macchina per i vari spostamenti e quindi conseguentemente l’emissione di CO2 nell’ambiente”.

 

Per maggiori informazioni: https://www.voipvoice.it/venti-motivi-per-passare-al-voip/