Covid, nel Mugello vaccinati i 36 ospiti della Rsa San Giuseppe

Covid, nel Mugello vaccinati i 36 ospiti della Rsa San Giuseppe

La struttura, gestita dalla coop Il Girasole, è la prima nel territorio. A breve verrà somministrato anche ai 45 operatori

Firenze, 6 gennaio 2021Il 2020 si è chiuso con un gran regalo per i 36 ospiti della Rsa San Giuseppe di Borgo San Lorenzo gestita dalla cooperative Il Girasole del consorzio Co&So: il vaccino contro il Covid. Un momento di ottimismo e speranza per gli anziani ospiti che in questi mesi hanno visto solo persone bardate e a  distanza: misure rigidissime che hanno però permesso di costruire una rete di protezione fino a qui efficace e che non ha fatto registrare nemmeno un caso di positività tra gli anziani e i 45 operatori. Poi a metà dicembre una soluzione ponte per alleggerire la solitudine grazie a un separatore in plexiglass e a un citofono per parlare e soprattutto vedere i propri cari. La struttura è stata la prima nel Mugello a vaccinare i suoi ospiti.

“E’ stato un regalo importantissimo, il più bello per queste persone che hanno vissuto mesi difficili, tra la solitudine e l’angoscia – commenta la responsabile della struttura, Agnese Turini – A breve arriverà il momento di vaccinarsi anche per gli operatori. Noi siamo pronti, nel frattempo continuiamo a tenere comportamenti rigorosi e non allentiamo mai le misure”. Il vaccino ha però dato a tutti la speranza di vedere la fine di questo incubo chiamato pandemia. “Abbiamo visto gli anziani più sereni, fiduciosi di ritornare presto alla vecchia quotidianità. A metà gennaio sarà il momento della seconda dose e poi la situazione potrebbe migliorare davvero”

“Abbiamo fatto un grande sforzo per schermare la struttura e proteggerla dall’esterno – commenta Claudio Giannini, presidente della cooperativa  Il Girasole e portavoce delle cooperative dell’area sociosanitaria del consorzio Co&So – un grazie va soprattutto agli operatori che con i loro comportamenti rigorosi dentro e fuori la  Rsa e il rispetto delle regole impartite nei corsi di formazione che abbiamo attivato sono riusciti a proteggere i nostri anziani. E’ un senso di responsabilità non comune, di grande professionalità. Quello che serve in un momento drammatico come questo, dove il virus rappresenta una minaccia seria per le persone più fragili”.