“Bicipolitana” di Firenze, Ingegneri: bene le nuove piste, ma non basta

“Bicipolitana” di Firenze, Ingegneri: bene le nuove piste, ma non basta

“Servono più rastrelliere per la sosta, collegamenti migliori, e l’integrazione col Tpl”

Firenze, 2 ottobre 2021 – La “bicipolitana” proposta dal Comune di Firenze è una buona idea, ma servono “ulteriori sforzi ed attenzioni per facilitare ed estendere la possibilità di impiego della bici”, come un maggior numero di rastrelliere e migliori collegamenti fra le piste ciclabili, lavorando in un’ottica di integrazione con i sistemi di trasporto pubblico cittadino: è questa la posizione dell‘Ordine degli Ingegneri della provincia di Firenze, alla luce del via libera della giunta comunale alla realizzazione di 6 nuovi chilometri di pista ciclabile dalla zona di Castello a Ponte a Greve, e da Careggi a Torregalli, con un investimento di 2,6 milioni di euro.

“Vediamo con favore ed interesse – spiega Fiorenzo Martini, coordinatore della Commissione mobilità, trasporti e infrastrutture dell’Ordine – tutti gli interventi che facilitano la mobilità sul territorio e limitino circolazione e sosta delle macchine in città, a partire dall’impiego di servizi di Tpl e di mezzi, anche di proprietà, da utilizzare in un sistema integrato di infrastrutture e servizi agevolmente utilizzabile”. In questo senso, un’articolata rete di piste ciclabili che consenta di muoversi in sicurezza “rientra senz’altro fra gli interventi che favoriscono gli spostamenti – aggiunge -, limita l’inquinamento dell’aria ed acustico e l’assedio delle auto sulle strade e nelle piazze”.

Tuttavia, per facilitare davvero l’uso della bici a Firenze c’è bisogno di “interventi sicuramenti non sempre facili e spesso complessi – sostiene Martini -, anche se non richiedono necessariamente rilevanti oneri di investimento. Questi afferiscono a vari filoni, costituiti dal superamento di alcuni punti critici di collegamento fra le varie piste già presenti in città, e dall’ampliamento di adeguati spazi per la sosta soprattutto in adiacenza di strutture di destinazione quali uffici pubblici e privati”. Inoltre, secondo l’esponente dell’Ordine, servirebbe “un diffuso ampliamento di capillari processi di comunicazione e promozione verso la cittadinanza delle possibilità di impiego della rete ciclabile. Questo ultimo aspetto peraltro risulterebbe proficuo anche per la promozione di tutti i sistemi di Tpl, soprattutto quando integrati, dell’impiego di mezzi a noleggio e di tutte le possibilità di integrazione delle reti con i mezzi privati”.