Artex, cordoglio per la scomparsa del ceramista aretino Araldo Giannoni

Artex, cordoglio per la scomparsa del ceramista aretino Araldo Giannoni

Il presidente Lamioni: “Una perdita enorme per l’artigianato artistico”

Firenze, 19 marzo 2021 – “E’ una grande perdita per il mondo dell’artigianato artistico: Araldo Giannoni non era solo un raffinato ceramista e un abile decoratore, che sapeva modellare con le proprie mani la bellezza, ma anche maestro d’arte, punto di riferimento per artisti e intellettuali”. Così Giovanni Lamioni, presidente di Artex, ricorda Araldo Giannoni, ceramista aretino scomparso all’età di 84 anni.

Araldo Giannoni era figlio di Giotto Giannoni, fondatore delle Ceramiche Giotto, a Monte San Savino, e ideatore dell’inconfondibile “stile Giotto”, amato da collezionisti italiani e stranieri, tra cui Winston Churchill, Eisenower, Casa Savoia, la Contessa Guicciardini e Carlo d’Angiò. Dal padre Araldo aveva ereditato l’abilità artistica, l’amore per il bello, la passione creativa e la bottega: si era formato sia come modellatore e torniante sia come pittore, aveva portato avanti l’attività di famiglia insieme alla moglie Anna, sperimentando nuove tecniche lavorative come la decorazione su smalto, perpetuando le tipologie storiche savinesi e lo “stile Giotto”, recuperando antichi modelli toscani dimenticati e realizzandone di originali. Alla fine degli anni ’70 la sua casa-bottega era diventata punto di ritrovo di artisti ed intellettuali come Fantoni, Gambone, Brandimarte, con gli incontri annuali “Ci ritroviamo da Giotto”. Il 2 giugno 2000 viene conferita alla bottega Giotto, e in qualità di titolare ad Araldo Giannoni, l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine “al Merito della Repubblica Italiana”. Oggi la tradizione ceramica di famiglia è portata avanti dai figli Arianna e Alessio.

“Araldo era un artigiano di eccellenza e di rara abilità, che ha saputo portare avanti con successo la tradizione familiare, innovandola, e ha arricchito con la sua maestria e le sue creazioni uniche l’artigianato artistico toscano e italiano”, conclude Lamioni.