Animali, Ihp: “Per il cavallo Pentro in Molise  segnalazioni e denunce fin dal 2016”

Animali, Ihp: “Per il cavallo Pentro in Molise  segnalazioni e denunce fin dal 2016”

Il presidente Richichi: “Il nostro ultimo sopralluogo è del dicembre scorso: abbiamo documentato la presenza di cavalli lasciati dagli allevatori a vagare per le strade e al gelo, in alcuni casi sbranati dai lupi”

Firenze, 5 maggio 2022 – “Ci auguriamo che la denuncia del cittadino di Montenero Val Cocchiara spinga finalmente le istituzioni a darsi una mossa e intervenire. Come Ihp abbiamo denunciato a più riprese la situazione indecente che si è creata con l’allevamento dei cavalli di razza Pentro, assistito da generosi contributi pubblici: non solo gli animali lasciati liberi di vagabondare mettono a rischio l’incolumità delle persone e degli automobilisti come denunciato dai residenti, ma sono essi stessi, in molti casi, vittime di gravi incurie”.

Così Sonny Richichi, presidente di Ihp (Italian Horse Protection, la prima associazione italiana di tutela degli equidi) interviene nella discussione che sta tenendo banco in Alto Molise a seguito della diffusione di un filmato-denuncia  realizzato e diffuso dai residenti.

Le segnalazioni si susseguono dal 2016 – aggiunge Richichi -. Abbiamo denunciato più volte i fatti pubblicamente e presentato un esposto dettagliato alla procura della Repubblica. Nel dicembre scorso abbiamo fatto un sopralluogo nel pantano della Zittola: abbiamo evidenze di cavalli sbranati dai lupi e lasciati allo stato brado tutto l’anno, senza ricovero e assistenza, anche nei periodi invernali. C’è anche un  elevato rischio d’inquinamento del suolo dovuto all’eccessiva presenza di nitrati”.

Dal 2016 sono state molte le segnalazioni che hanno fatto emergere un quadro preoccupante: alcuni residenti hanno denunciato irregolarità nella gestione di numerosi cavalli da parte di alcuni allevatori della razza “Pentro”, una razza di cavalli riconosciuta e tutelata dalla Regione Molise.

“Per la cura dei cavalli di razza Pentro, tutelata dalla Regione Molise – spiega Ihp – agli allevatori vengono erogati annualmente contributi pubblici, sotto forma di “misure agroambientali”, per il mantenimento della razza, nella misura di 500 euro annuali a capo. Vengono inoltre riconosciuti contributi per “costruzione o ristrutturazione di ricoveri per cavalli, staccionate, recinti e abbeveratoi, miglioramento dei pascoli, acquisto di attrezzature tecnologiche, progettazione di strutture”. Infine, viene concesso il pascolamento in terreni pubblici limitatamente ad alcuni mesi dell’anno. Secondo quanto riferitoci nelle varie segnalazioni – e da noi verificato attraverso l’acquisizione di documentazione prodotta negli ultimi cinque anni dal Corpo Forestale dello Stato, dall’Asrem, dalla Regione Molise, dal Wwf, da laboratori certificati per l’analisi delle acque e del suolo – l’utilizzo dei pascoli è altamente anomalo e tale da produrre danni ambientali, inquinamento e maltrattamento di animali”.

“A Montenero Val Cocchiara quegli animali – spiega ancora Ihp – sono esposti a fame, freddo e rischio di attacco di predatori: diversi animali morti sono stati rinvenuti nel tempo. Oltre ad ignorare i periodi di chiusura dei pascoli, alcuni allevatori costruiscono chiusure abusive delle strade cittadine allo scopo di evitare che i cavalli, risalendo dal Pantano, arrivino fin dentro il paese. Più volte la Regione Molise ha chiesto interventi alle autorità preposte affinché vengano smantellate tali chiusure (fatte anche con filo spinato) ma senza alcun riscontro. Tutto ciò è stato costantemente documentato con foto e video nel corso degli anni. Già nel 2016 il Corpo Forestale dello Stato segnalava che molte strutture di allevamento erano inadeguate ad ospitare animali e che in alcuni casi erano sprovviste di letamaia: situazione questa che non è mutata nel corso degli anni e che ha avuto come primaria conseguenza il lasciare gli animali all’addiaccio anche in inverno, con molti di loro rinvenuti morti o sbranati dai lupi”.

Ihp ha effettuato un sopralluogo il 19 e 20 dicembre 2021 e ha potuto osservare, fotografare e filmare cavalli nel Pantano della Zittola, in periodo non consentito, di giorno e di notte, nonché lungo le strade cittadine del Comune di Val Cocchiara.

“Il giorno successivo – conclude l’associazione – abbiamo chiesto l’intervento dei Carabinieri Forestali di Forlì del Sannio, il cui atteggiamento è stato surreale, con il Comandante che ci ha accusato di dichiarare il falso perché i cavalli a suo avviso possono stare tutto l’anno su quei terreni (ma senza esibire atti o normative a supporto) e che ci ha addirittura ammonito sul rischio di muovere accuse di reati senza averne certezze. Giungevano sul posto anche due medici veterinari Asrem, i quali si limitavano ad ascoltare le nostre dichiarazioni, senza procedere ad alcuna verifica sugli animali e limitandosi a dire che avrebbero scritto una relazione in ufficio. Ad oggi, che ci risulti, nessun intervento è stato predisposto: gli animali hanno trascorso l’inverno in quei terreni in condizioni inaccettabili, sulla neve e sul ghiaccio, senza foraggio, senza ripari, senza accudimento e abusivamente”.