Affitti brevi, gli imprenditori del settore: “L’Affordable Housing Act europeo non diventi il lasciapassare per nuovi divieti”
Property Managers Italia
Il presidente di Property Managers Italia, Fagnoni: “Firenze dimostra che forzare il mercato non aumenta l’offerta: se un investimento non è conveniente, il proprietario vende o lascia l’immobile vuoto”
Firenze, 7 settembre 2026 – “L’Affordable Housing Act europeo non deve trasformare lo ‘stress abitativo’ nel lasciapassare per nuove limitazioni alla proprietà privata e alle locazioni turistiche. Il rischio è che l’Europa finisca per fare proprie le impostazioni più restrittive già adottate da alcune grandi città, come Firenze, trasformando una scelta politica locale in un modello generale”.
A dirlo è Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence, intervenendo sul percorso di elaborazione dell’Affordable Housing Act europeo.
“Il problema della casa è reale – sottolinea Fagnoni – ma non si risolve stabilendo per legge come un proprietario debba utilizzare il proprio immobile. La storia ci insegna che quando si cerca di forzare il mercato, spesso si ottiene l’effetto opposto a quello programmato. Pensare che vietando una destinazione d’uso un immobile diventi automaticamente un affitto residenziale è un errore”.
“Lo vediamo anche a Firenze – prosegue Fagnoni – dove agli immobili ai quali viene tolta la possibilità di essere destinati alle locazioni turistiche non corrisponde necessariamente una domanda sufficiente di affitto lungo periodo. Il risultato può essere che quelle case rimangano vuote o vengano vendute. Se non c’è convenienza a investire nel mercato immobiliare, non investirà quel proprietario e non investiranno altri”.
“Se vogliamo davvero aumentare l’offerta – aggiunge – dobbiamo intervenire sulle ragioni che oggi spingono molti proprietari a non scegliere l’affitto residenziale: servono maggiori tutele contro la morosità colpevole, incentivi, certezza delle regole, recupero degli immobili vuoti e più edilizia sociale. E bisogna intervenire anche sui salari e sul potere d’acquisto delle famiglie, perché il problema dell’abitare non riguarda soltanto il canone, ma anche il costo della vita e delle bollette”.
“L’Europa e le amministrazioni locali dovrebbero quindi chiedersi non come costringere i proprietari a fare ciò che non conviene loro, ma come creare le condizioni perché sia conveniente mettere gli immobili sul mercato. Perché la casa disponibile non si crea con un divieto: si crea aumentando l’offerta e rendendo sostenibile l’investimento”.